Come tagliare correttamente un prosciutto spagnolo “Pata Negra”

Oggi vi metto in linea una video  affinché possiate vedere rapidamente come si deve fare per tagliare il prosciutto spagnolo iberico “Pata Negra”.

1 – Assicuratevi che il prosciutto Pata Negra sia ben inserito nel supporto, che non si muova e che l’unghia del piede venga posizionata verso il basso. Questo è importante perché bisogna cominciare a tagliare il prosciutto iberico dal lato più sottile e con meno grasso, in quanto è la parte che si asciuga più velocemente.

2 – Pulite un po’ intorno al prosciutto Pata Negra ed eliminate la maggior parte del grasso. Per cominciare a tagliare, togliete una grossa fetta di grasso dalla parte superiore e mettetela via per coprire dopo il prosciutto iberico affinché non si secchi (come mostrato nell’immagine).

3 – Cominciare a tagliere il prosciutto con movimenti brevi e senza troppa forza per evitare incidenti con il coltello. Non mettete mai la mano davanti perché rischiate di tagliarvi.

4 – Una volta fatto, prendete la fetta di grasso, ricoprite il vostro prosciutto e poi mettetevi uno straccio sopra per proteggerlo dal calore e dagli insetti.

Spero che questi suggerimenti vi saranno utili.

 

Prezzi Prosciutto Pata Negra

I prosciutti iberici spagnoli di Pata Negra si possono trovare a diversi prezzi a seconda della loro qualità.
Cercheremo di aiutarvi ad avere un idea del prezzo equo da pagare per un prosciutto iberico “Pata Negra”.

Nei prosciutti iberici “Pata Negra” (Jamones Ibericos) si possono trovare tre qualità: il Cebo, il Recebo e il Bellota.

Il prosciutto Bellota (la più alta qualità) ha un prezzo di 30 € a 60 €/kg o anche di più (da 210 € a 450€ o di più per un prosciutto da 7Kg).

Il prosciutto Recebo ha un prezzo di 25 € -30 €/kg (175 € -200 € per un prosciutto di 7kg).

Il prosciutto Cebo (la più bassa delle tre qualità dei prosciutti) ha normalmente un prezzo intorno a 20-25 €/kg (140 € -175 € per un pezzo di 7Kg).

Questi prezzi sono indicativi e possono variare significativamente secondo il negozio dove si acquista il nostro prosciutto Pata Negra.

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Le diverse parti di un prosciutto Iberico Pata Negra

In questa foto è possibile osservare le diverse parti di un prosciutto iberico Pata Negra.

Lo stinco (la caña), la coscia (el jarrete), il garretto (la babilla), la punta, il cosciotto (la contra) e il fiocco (la maza).

Si tratta di parole che abbiamo ascoltato molte volte ma non sappiamo esattamente a che parte del prosciutto si riferiscono. Grazie a questa foto non avremo più problemi di questo tipo.

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Il prosciutto spagnolo

In questo articolo cercheremo di spiegare quali sono le diverse qualità di prosciutto spagnolo esistenti e ne forniremo una breve descrizione.

Innanzitutto, abbiamo il prosciutto serrano, il più tipico, che si ottiene da maiali bianchi alimentati in libertà.
Può avere la denominazione di origine di Teruel, Trévelez o nessuna delle due.
Normalmente non supera un anno di stagionatura. Si tratta di prosciutti di bassa qualità.

In seguito, abbiamo il prosciutto iberico, che si ottiene da maiali di razza iberica.
Può provenire da Huelva (il più conosciuto è quello di Jabugo), Cordoba (Valle de los Pedroches), Estremadura o Salamanca (Guijuelo).Tra i prosciutti iberici si distinguono tre qualità: “Bellota”, “Recebo” o “Cebo”.
Essa dipenderà dall’alimentazione del maiale nella fase di ingrassamento:

 

        Bellota (ghianda): l’animale comincia la monticazione con un peso tra 80 e 105 kg, il 60% del quale è dovuto ad una alimentazione a base di ghiande ed erba. È possibile trovarlo nel nostro negozio.
        Recebo (ghiaia): il 30% del peso iniziale del maiale è dovuto ad una alimentazione a base di ghiande ed erba. Il resto è mangime naturale autorizzato dal Consiglio Regolatore.
        Cebo (mangime): l’animale si alimenta completamente con mangimi autorizzati dal Consiglio Regolatore e con foraggio del pascolo.

Differenza tra prosciutto di Jabugo e prosciutto iberico

Non esiste alcuna differenza tra il prosciutto iberico e quello di Jabugo, essendo proprio quest’ultimo un prosciutto iberico. Essi provengono da maiali di razza iberica puri o non. Il fatto è che il prosciutto di Jabugo (nome della località in provincia di Huelva dove si produce) gode di una fama eccezionale tanto che alcune persone pensano che si tratti di una qualità superiore rispetto al prosciutto iberico.

Ciò non corrisponde alla realtà, visto che a Jabugo si producono prosciutti iberici tanto di buona come di cattiva qualità; perciò, quando si parla di prosciutto di Jabugo non significa necessariamente parlare di un prodotto di alta qualità.

Il nostro prosciutto Pata Negra di Jabugo

 

 

Il paese di Jabugo:
Jabugo è una località in provincia di Huelva, situato in Andalusia, nel sud della Spagna. Nel 2007 contava 2435 abitanti. Si estende su un territorio di 25Km² con una densità di popolazione di 99,0 abitanti/km². Si trova a 112 chilometri dal capoluogo di provincia, Huelva. Il comune di Jabugo è costituito dai nuclei urbani di El Repilado, Los Romeros, Jabugo e El Quejigo.

 

È conosciuto a livello internazionale per il suo prosciutto iberico di Bellota prodotto nella regione e che si denomina “Jamón de Jabugo”, ovvero “prosciutto di Jabugo”.

Elaborazione dei nostri prosciutti iberici di Jabugo:

I prosciutti sono sottoposti ad un processo di stagionatura che può oscillare dai diciotto ai trenta mesi, in base a ciò che spiegheremo in seguito.

Una volta terminata la fase di monticazione e solo dopo che le ghiande abbiano sortito i loro effetti, il maiale iberico viene sacrificato.
Sono trascorsi circa 21 mesi dalla sua nascita e, come per tutti i maiali, neanche dell’iberico si butta via niente.
Si otterranno quindi salami, salsicce, sanguinacci, carne …  e, ovviamente, il prodotto di punta: il prosciutto.
Ed è proprio siccome il prosciutto è il prodotto che richiede una elaborazione migliore e tempi maggiori che la seguente spiegazione si focalizzerà proprio su questo processo:

Innanzitutto, il prosciutto si marca a fuoco per indicare la settimana in cui il maiale è stato sacrificato e poi si applica un taglio a V conosciuto anche come taglio “serrano”. In seguito si passa alla salatura, riponendo il prosciutto in pile con un massimo di 8 pezzi ed utilizzando esclusivamente sale grosso per circa 1 giorno per kg di peso, con temperatura ed umidità sempre sotto controllo. Una volta terminato questo periodo, il prosciutto viene lavato con acqua fredda o tiepida per eliminare il sale in superficie. Il prodotto non sarà più a contatto con il sale fino alla fine del processo.

Di conseguenza, il prosciutto si sposta  in apposite camere, dove rimarrà da 35 a 60 giorni a temperature basse e ad alto livello di umidità. Qui, in maniera totalmente naturale, si uniforma il sale assorbito e si perde l’acqua, che conferirà una certa consistenza al prosciutto.  

Il passo seguente è la stagionatura. I prosciutti vengono riposti in una sala e appesi individualmente e con un’unica orientazione (nord-sud). Per un periodo che oscilla tra i 6 e i 9 mesi il prosciutto deve riposare tenendo sotto controllo temperatura (tra 15 e i 30 gradi ) e umidità. È fondamentale evitare cambi bruschi di temperature. Nei prosciutti iberici con denominazione di origine il controllo questa operazione si realizza manualmente. L’artigiano apre, chiude o accosta le finestre proprio per riuscire a ricreare le condizioni ottimali per la corretta evoluzione del prosciutto. Durante questo arco di tempo il prosciutto perde liquidi (specialmente nel periodo estivo) e il grasso proveniente dalla ghianda si diffonde nel muscolo.

In seguito, il prosciutto deve essere sottoposto ad una fase di maturazione/invecchiamento. Perciò, si sposta nella cantina dove rimarrà altri 6/18 mesi, in base al peso, all’aspetto e alla qualità. Qui si lascia maturare ad una temperatura controllata che può variare solo tra i 10 e i 20 gradi e ad un livello di umidità del 70% circa. È questa la fase in cui nella parte esterna del prosciutto cresce uno strato di funghi, diversi in ogni cantina, che contribuiscono a stabilire il grasso, definendo la consistenza e donando al prosciutto il suo particolare aroma.
Infine, i prosciutti vengono spillati: esperti del settore li controllano uno ad uno, servendosi di alcuni spilli. Si tratta di un osso con il quale si praticano dei minuscoli fori in due zone diverse che poi verrà annusato per verificare l’aroma e classificare il prosciutto in base alla sua qualità.

Dubbi e domande sul taglio del prosciutto iberico

Siccome offriamo anche un servizio di affettatori di prosciutto iberico e siamo sempre in stretto contatto con professionisti del settore, abbiamo pensato di aprire un post nel quale possiate esprimere i vostri dubbi o le vostre domande sul taglio del per sfruttare le conoscenze dei professionisti, essendo loro stessi a rispondervi. Talvolta, è possibile che vi risponda più di un affettatore, in modo tale da avere più opinioni.

Spero che vi risulti utile e vi aiuti a chiarire ogni vostro dubbio.

Terminologia sul prosciutto iberico

Annata del prosciutto iberico:

È l’insieme di prosciutti e delle spalle dei maiali iberici sacrificati nella stessa monticazione.
Ogni annata ha le sue proprie caratteristiche.

Cantina (Bodega):

È un luogo con temperatura e umidità costante durante tutto l’anno dove si lasciano maturare i prosciutti e le spalle del maiale iberico fino al loro consumo.

Spillatura (Cala):

È il processo attraverso il quale si svelano gli squisiti aromi del prosciutto iberico, oltre a servire come controllo per verificare possibili alterazioni interne.
Viene introdotto all’interno del prosciutto una specie di spillo, fatto con un osso di stinco di cavallo o mucca. Nell’estremità di esso penetrano gli aromi che verranno percepiti attraverso l’olfatto, una volta tolto lo strumento dal prosciutto.

Monticazione (Montanera):

È la fase  in cui si sfruttano al massimo le risorse naturali.
Per queste ragioni, il maiale iberico mangia ghiande (bellota), erba e radici.
Normalmente ha inizio a partire da ottobre (coincidendo con la caduta delle prime ghiande) e si protrae fino agli ultimi giorni di febbraio o inizi di marzo. Durante questa fase, il branco di maiali dovrà essere seguito da un porcaio.
Per poter sfruttare al massimo le ghiande, all’inizio della monticazione si tende a dirigersi nei posti più lontani e di più difficile accesso per approfittare dell’agilità dei maiali.
È proprio la grande quantità di grasso prodotta dagli animali che si alimentano con ghiande a conferire alta qualità e pregio ai suoi Cialis prodotti.
Ciò si deve al lento ma graduale aumento del grasso nei muscoli, favorito dall’esercizio svolto dai maiali per pascolare.

Maiale iberico (Cerdo iberico):

Suino autoctono della zona a sud-ovest e ad est della penisola iberica, caratterizzato dal fatto che si adatta perfettamente al pascolo, ma anche dalla sua capacità di far penetrare il grasso nel magro e dal fatto che presenta delle estremità molto fini e lunghe.

Coscia (Babilla):

È la parte del maiale che presenta la minor quantità di parte magra ed è anche la parte che si affetta quando si colloca il prosciutto con la zampa in basso.

Garretto (Jarrete):

è la parte del prosciutto situata tra la tibia e il perone che, una volta ottenuta, si taglia in bocconcini per poterne apprezzare in pieno il sapore e la consistenza.

Fiocco (Maza):

È la parte più magra del prosciutto iberico e che è possibile affettare quando si colloca il prosciutto con la zampa in alto.

Affilacoltelli:

Utensile cilindrico di acciaio provvisto di manico che si usa per affilare i coltelli.

Infiltrazioni:

Linee di grasso che si trovano tra la massa muscolare che rendono il prosciutto succoso; nel caso della qualità “bellota” (ghianda), vi si accumulano i composti volatili della ghianda durante la maturazione. Ciò ne determinerà il sapore e l’aroma finale.

Coltello da prosciutto:

coltello dalla lama stretta, dalla forma allargata e flessibile che permette di tagliare il prosciutto in fette finissime.